mercoledì 29 maggio 2013

Ciò che osservo.



La mia immagine riflessa nello specchio mi sussurra qualcosa che non riesco a comprendere.

Osservo con attenzione  i miei occhi tentando di coglierne i pensieri.

Mi svesto della pelle che ho addosso rimanendo nuda di fronte alla mia anima.

Un brivido mi percuote e raggela tutto il mio essere.

Il senno vacilla e la paura domina la mia mente.

La mia interiorità si sgretola in mille pezzi.

Ricompongo disperatamente il puzzle della mia vita assapporando ogni emozione vissuta.

Ascolto la voce della speranza e mi lascio accarezzare dalla sua melodia.

Mi avvolgo in un caldo abbraccio trovando rifugio nel mio mondo di illusioni.


F.





martedì 21 maggio 2013

Capitolo 1

La luce del mattino mi sveglia traumaticamente. Ho la bocca impastata e gli occhi gonfi. Sprofondo il mio viso sul cuscino come se volessi nascondermi da qualcuno. Dopo quell'incidente la mia vita è cambiata e tutto è diventato insapore e incolore. Dico a me stessa che devo smetterla di comportarmi come un automa ma sembra che il mio corpo non voglia reagire agli impulsi dettati dalla mia testa. Mi guardo rapidamente allo specchio e l'immagine che intravedo ha un aspetto spento e depresso. 

"Come ho fatto a lasciarmi andare così? " esclamo inconsciamente.

Decido di farmi una doccia per cancellare i postumi di una notte tortuosa anche se so che non è sufficiente per eliminare il dolore impresso sul mio volto. Recupero le forze e cerco di rendermi presentabile per l'appuntamento di oggi pomeriggio. 

Il mio capo vuole affidarmi un importante progetto proprio ora che la mia vita cade a pezzi. Per anni ho concentrato le mie energie sul lavoro e, adesso che ho la mente altrove, lui sembra accorgersi di me. 

Per darmi un'aria più seria, decido di raccogliere i miei capelli castano scuro in un elegante chignon. 
Prendo dall'armadio il tailleur grigio "delle grandi occasioni" e con fare sicuro mi dirigo rapidamente verso l'ufficio. 

- Buongiorno Simona, sei pronta per l'incontro di oggi?- mi chiede Sara con un falso sorriso stampato addosso.


- Prontissima - le rispondo in modo distaccato, poi mi siedo alla mia scrivania e inizio a fissare il computer con aria assente. Lei nota la mia totale indifferenza nei suoi confronti e si allontana indispettita.

Non capisco perché Sara finga di essermi amica quando è palese a tutti che non mi sopporta.


-Simona, ci sei? - esclama Nicole riportandomi alla realtà. "Finalmente una voce amica". 


Mi volto e le sorrido facendole un cenno con la testa. Lavoro con lei da ormai cinque anni e, anche se ci frequentiamo poco fuori dal contesto lavorativo, è stata una delle poche persone qui dentro ad essermi stata vicina dopo quel triste evento. 

I miei pensieri vengono interrotti dallo squillo del telefono. È Elisa che mi ricorda l'appuntamento delle 16:00 con il mio capo. 

"E come posso dimenticarlo?". Anche se è difficile ammetterlo, penso che questa occasione possa distrarmi dal periodo buio che sto attraversando. Devo riuscire a riprendere le redini della mia vita e ricominciare a vivere nel presente.


"Ce la farai, Simona. È solo questione di tempo e anche tu tornerai a sorridere"dico a me stessa prima di buttarmi a capofitto sul lavoro.