martedì 24 giugno 2008

Uno strano lunedì all'insegna del relax.










Sono a casa a crogiolarmi nel lassismo più totale dopo una giornata intensa di lavoro. E' appena andato via Carlo, un mio carissimo amico toscano trasferitosi anche lui a Milano per lavoro, ha cenato da me e, come è solito fare da buoni amici, abbiamo fatto due chiacchere, mangiato uno dei miei piatti (detti speedy-food perchè fai presto a cucinarli) e bevuto una birretta. Ho ricordato uno dei tanti momenti passati con lui...quando durante una passeggiata per Milano sono stata attratta da una vetrina che esponeva un cuore...lì è scattato subito il paragone e gli ho detto: "guarda Carlo, hanno messo il mio cuore in vendita" e lui dolcemente mi ha risposto dicendo che il mio cuore è molto più grande di quello esposto in vetrina, e che a differenza di quello, il mio non è in vendita...ma che lo potrò donare solo alla persona giusta. Io e Carlo ci siamo conosciuti per caso sul treno qualche tempo fa, e siamo diventati inseparabili. Questa città però ci sta cambiando...non so se in bene o in male! Viviamo le stesse ansie e rimpiangiamo spesso la nostra vita in Toscana. Ci diciamo sempre di scappare da qui, di andare altrove, ma alla fine siamo così presi dai nostri obiettivi che continuamo ad andare avanti lo stesso. In questi w-end però mi sono concessa delle mini-vacanze a Livorno, città dove vivevo prima di ritrasferimi qui, ed è stato come fare un tuffo nel passato. Rivedere gli amici, il mare e i luoghi di quel posto, mi hanno riportata indietro nel tempo facendomi venire un attacco di nostalgia acuta! Lo so, l'unico modo per riuscire a collimare meglio la mia vita e la mia carriera è trovare qualcosa di buono anche a questa città...ma, nel frattempo, qualche capatina a Livorno non fa mai male per rigenerarsi;)!

venerdì 20 giugno 2008

LA MEMORIA.

E' la memoria che rende l'uomo diverso da tutti gli altri animali. Noi siamo l'unica specie legata al nostro passato. I nostri ricordi ci danno voce. Sono testimonianze storiche da cui altri possono imparare. Possono servire a celebrare la nostra gloria o metterci in guardia dai nostri errori. Ci sono molti modi per descrivere la nostra fragile esistenza. Molti modi per darle un significato. Ma è la nostra esperienza a darci uno scopo e a dare a questo scopo un contesto. Un tessuto personale fatto d'immagini, paure, amori, rimpianti.

martedì 10 giugno 2008

KISS ME...



















Che cos'è un bacio?
Dolcezza? Frenesia? Abbandono? Follia?


Beh, per me il bacio va oltre il contatto fisico tra due persone...Personalmente esso rappresenta il mezzo comunicativo più importante tra il cervello e il cuore...Il tempo si ferma e i propri sensi si lasciano trasportare dalla passione, dal desiderio e dalle emozioni del momento, vivendo al meglio quell'attimo d'infinito piacere. Ci sono varie tipologie di bacio...Quello dolce può protrarsi all'infinito, mentre quello passionale può lasciarti senza respiro.
Nella fase iniziale di un rapporto il primo bacio è quello che ti rimane bene impresso nella memoria...ma la vera magia sta in quelli successivi, in cui la personalità di ognuno impara a fondersi in un codice di comunicazione a due, in un’intesa che scatta appena le labbra si incontrano.

domenica 8 giugno 2008

C'ERA UNA VOLTA...

C’era una volta una giovane ragazza del sud che salì a Milano con sua sorella per motivi lavorativi , non sapendo che, oltre il lavoro, ad aspettarla c’era l’uomo della sua vita . Dopo un anno d’amore si sposò ed ebbe una piccola creatura di nome Fabiola. Il nome lo scelse il padre della bimba ricollegandolo al nome della principessa del Belgio regalandole, così, un titolo non suo. I tre partirono per l’Australia sperando di costruire all’estero la loro nuova vita insieme. Qualche mese dopo il padre della bambina perì in un incidente stradale e sua madre decise di ritrasferirsi con lei a Milano per ripartire da zero dove tutto era iniziato . Fabiola crebbe in fretta ed, essendo l’unico punto di forza della madre, si responsabilizzò velocemente. La assecondò in tutte le sue scelte, trasferendosi assieme a lei in varie parti d’Italia cambiando radici, mentalità, amicizie, luoghi e abitudini. “Mettersi sempre alla prova e sapersela cavare” era la cosa che aveva appreso nella sua giovane vita. Ella diventò presto forte e indipendente affrontando senza paura gli ostacoli della vita . Non riuscì a fare altrettanto con le persone. Per quanto lei si sforzasse nel prendersi cura degli altri, non comprendeva il motivo del perché non riuscisse ad essere apprezzata e ricambiata con le stesse attenzioni. Allora si chiedeva se c’era qualcosa in lei che non andava e in cosa stesse sbagliando. Un giorno , stanca di essere delusa dal mondo esterno, decise di crearsi un mondo tutto suo, caratterizzato solo da quello che poteva arrecarle piacere. Era lì che si rifugiava quando era stanca delle responsabilità, o quando voleva star lontana da quella gente falsa e cinica che si prendeva gioco della sua ingenuità . Poi scoprì la danza e lì trovò la sua dimensione di irrealtà. Interpretava personaggi diversi che la facevano sognare. Quei semplici movimenti del corpo rappresentavano ciò che il suo cuore provava. Quando si esibiva su un palco era orgogliosa di ciò che era in grado di fare. Si, nella vita lei ha sempre dovuto dimostrare cosa sapeva fare. Si è sempre guadagnata tutto, ma questo non le interessava, l’importante era riuscire, in ogni caso, a portare a termine le cose che iniziava. Crebbe con dei valori che la resero la persona che è oggi. Una persona semplicemente complessa, che adora il mondo e che si diverte a guardarlo con occhi diversi quando la società ne evidenzia i suoi lati negativi.
L’amore è l’unico tassello che le manca per essere veramente felice. Nelle sue storie passate la sua dolcezza non fu apprezzata, ma non si arrese e continuò a dare affetto anche alle persone sbagliate. Interpretò il loro modo di essere cercando di adattarsi alle loro esigenze. Anche lì intepretò ruoli diversi a seconda delle maschere che doveva indossare sognando, in cuor suo, nell’arrivo di qualcuno che l’amasse per quella che è in realtà. Giocava ad immaginare di vivere le stesse scene dei film. Fissava la porta di casa sua sperando che il campanello suonasse e che si trovasse davanti il suo principe che le dicesse : “Basta piangere piccola Faby, da oggi sarai solo felice perché mi prenderò io cura di te”. La piccola Faby è una principessa d’altri tempi in cerca della persona che le farà capire che esiste un lieto fine, come in tutte le favole.

giovedì 5 giugno 2008

VOGLIA DI PARTIRE.



E' un periodo di iperfrenesia. Corri in ufficio, corri a far la spesa, corri a casa a cucinare...Prima riuscivo a coordinare tutte queste cose splendidamente, invece adesso stanno diventando fonte di stress. Per non parlare poi delle mie disavventure che si susseguono con una frequenza, addirittura, settimanale e che esaltano il lato comico di me. La voglia di partire si fa sempre più forte...ho proprio bisogno di staccare la spina e andarmene in un luogo lontano. Ho voglia di svestirmi della mia identità diventando anonima in una località straniera! Mi viene in mente " IL FU MATTIA PASCAL"... Pirandello espresse al meglio la condizione dell'uomo moderno condannato ad indossare le sue "maschere sociali" . Beh, a volte siamo così intrappolati dai vincoli imposti dalla società odierna che diveniamo vittime di noi stessi.

mercoledì 4 giugno 2008

IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE.




Amelie è una piccola e delicata ragazza che vive a Parigi un'esistenza solitaria ed appartata. La sua vita trascorre senza sussulti ed è caratterizzata da una calma piatta. Poi, improvvisamente, quasi per caso, trova qualcosa che le permette di fare del bene ad una persona fino ad allora per lei sconosciuta. Questa apparente insignificante evenienza farà di lei una paladina di tutti i diseredati, deboli, sconfitti, e depressi che gravitano attorno al suo mondo. Come un angelo farà breccia nel mondo di questi paria, anche in maniera indiscreta, con l'intento di recare loro una luce di benevolenza e simpatia, trasformando le loro vite grazie ad una innata e travolgente inventiva e punendo leggiadramente chi approfitta delle disgraziate esistenze altrui. Un'amica, una tenera amante, una figlia dolce ma attenta, una compagna che sempre vorremmo al nostro fianco per sostenerci e consigliarci. Ma Amelie non è forgiata solo con la sostanza degli angeli, Amelie è anche di carne ed ossa: è dotata di umanità ed è anche umana. Allora, questo suo impegnarsi per gli altri, questo prodigarsi nel dispensare quiete e serenità, diviene per lei un gioco, ora gaio ora crudele, nel quale riuscirà a risolvere anche quelli che sono i suoi personali problemi.